Easy e Complexshutdown: arresti di sistema programmati e non solo

28 giugno, 2011 Nessun commento »

Molte volte si ha la necessità di lanciare determinate operazioni dopo un certo periodo di tempo senza essere fisicamente al computer.


Per fortuna, con qualche utile strumento, la presenza contemporanea in due luoghi può essere simulata, permettendoci così di avviare operazioni e, soprattutto, spegnere il computer dopo la loro terminazione. Due di questi software sono EasyShutdown e ComplexShutdown.

Mantenuti dallo stesso programmatore e scritti entrambi in Python, questi due software ci consentono di di schedulare shutdown programmati, e non solo. Partiamo da EasyShutdown. L’installazione è molto semplice, basta scaricare il pacchetto ed installarlo:

wget http://launchpad.net/easyshutdown/trunk/0.6/+download/easyshutdown_0.6_all.deb
sudo dpkg -i easyshutdown_0.6_all.deb

Come suggerisce il nome, il suo utilizzo è veramente semplice ed immediato. Una volta aperto, basta inserire il tempo da attendere prima di effettuare lo spegnimento e premere la freccia verde.

Da notare la piena integrazione con l’interfaccia ultra-leggera Ubuntu Unity. L’icona mostra, dopo aver avviato il conto alla rovescia, una barra di avanzamento e il numero di minuti rimanenti. ComplexShutdown non è poi molto diverso dalla sua versione semplificata. Il funzionamento, infatti, è pressoché lo stesso, ma con qualche opzione in più. Prima di tutto effettuiamo l’installazione:

wget http://launchpad.net/complexshutdown/trunk/0.5/+download/complexshutdown_0.5_all.deb
sudo dpkg -i complexshutdown_0.5_all.deb

Per riuscire ad avviare il programma occorre creare un collegamento simbolico ad una delle librerie utilizzate, si può fare semplicemente con il comando:

sudo ln -s /usr/lib/i386-linux-gnu/libX11.so.6 /usr/lib/i386-linux-gnu/libX11.so

L’interfaccia è poco più complessa. Analizziamo la prima scheda. Dalla colonna sinistra si può scegliere l’operazione da effettuare allo scadere del timer. Le opzioni possibili sono le classiche alternative allo shutdown (restart, logoff, standby, hibernate) oppure è possibile eseguire un comando personalizzato. Nella parte destra invece si sceglie dopo quanto tempo deve essere effettuata l’operazione precedentemente decisa.

Dalla scheda delle impostazioni è possibile configurare alcuni parametri base dell’applicazione, come ad esempio abilitare le notifiche grafiche (tramite un pop-up OSD), scegliere se si desidera che venga riprodotto un file audio e, per entrambe, selezionare quanto tempo prima dello scadere del timer devono essere avviate. Oltre a queste impostazioni, vi è la possibilità di attivare l’integrazione in Unity e settare il grado di trasparenza della finestra. I due programmi funzionano perfettamente. Solo nella versione “complessa” è possibile trovare alcune caratteristiche non ancora abilitate, ma che non compromettono assolutamente l’utilizzabilità di questi, seppur semplici, ottimi software.

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