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LibreOffice e Wayland: è quasi fatta (con video)

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Ubuntu Touch: nuovi fix per Nexus 4 e smartphone...

30 luglio 2015 Visualizzazioni: 2035 Software

Server grafico Mir: a che punto è Canonical?

Poche ore fa è stata rilasciata la nuova release 0.14 di Mir. Scopriamo cosa c’è di nuovo e quanta strada manca prima di ritrovarci di fronte ad una versione stabile e completa.


Proprio ieri abbiamo fatto il punto su Wayland, il “nuovo” server di visualizzazione che ben presto manderà definitivamente in pensione X.Org (leggi, LibreOffice e Wayland: è quasi fatta (con video)). Accanto a Wayland, però, troviamo anche Mir, il server grafico sviluppato da Canonical (che, in un certo senso, ha ritenuto opportuno staccarsi dal resto della comunità FOSS) e che troveremo nelle future release di Ubuntu e che già da ora troviamo su Ubuntu Touch.

Ma a che punto siamo con lo sviluppo di Mir? Poche ore fa, gli sviluppatori di casa Canonical hanno rilasciato la nuova release 0.14 di Mir che nelle prossime ore atterrerà in Ubuntu 15.10 (ovviamente, sempre in modalità sperimentale). Fra i passi in avanti compiuti dagli sviluppatori segnaliamo miglioramenti a MirEvent 2.0, il supporto alla compilazione per GCC 5.0 e la funzionalità Mir-on-X11.

Di strada da fare però ce n’è ancora un bel po’ e in molti si domandano il perché Canonical non abbia deciso di adottare Wayland che, a differenza di Mir, ha catturato migliaia di sviluppatori e grandi nomi del mondo dell’informatica. I pareri sono alquanto discordanti: solo il tempo potrà dirci se per Mark Shuttleworth è stata una mossa giusta o azzardata. Per ora, dobbiamo accontentarci guardando tutte le novità del nuovo Mir 0.14 su questa pagina.

ubuntu-mir-0-14

Fonte: Softpedia

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  • Aury88

    Le motivazioni “ufficiali” sono note da tempo: Canonical necessitava, per ubuntu touch e il sistema di convergenza, di un sistema che permettesse la rapida integrazione dei driver android e che gestisse il cambio di conformazione dell’interfaccia in base al dispositivo. Alcune patch erano state proposte dal team canonical ma rifiutate o integrate dopo parecchio tempo nel progetto wayland, e visto che in queste condizioni canonical non era certa di poter realizzare i progetti che aveva in mente, o comunque non c’era alcuna possibilità di poter controllare la velocità di sviluppo, si è optato per il fork di Wayland e sviluppare internamente Mir.
    È da precisare che le somiglianze tra Wayland e Mir sono molte è questo consente il rapido porting di applicativi dall’uno all’altro server grafico e lo stesso dicasi per i driver grafici.
    Inizialmente i driver erano la preoccupazione per Mir perchè il loro sviluppo, se sono driver closed, è affidato alle case produttrici di hw che sembravano prediligere wayland;Attualmente la situazione sembra essere un po’ più rassicurante con già tutti i driver open già supportati e quelli closed che si stanno spostando su una logica di rendere il codice, a “contatto” con il kernel e il server grafico, OpenSource e ridurre al minimo la parte mantenuta closed.
    per gli applicativi si è visto come il port da Xorg a Wayland, per progetti anche molto complessi come Firefox o LibreOffice, sia ottenibile anche con il lavoro di un solo sviluppatore, il port da Wayland a Mir è ancora più semplice o addirittura non essere necessario se si decidesse di sviluppare un layer di compatibilità tra i due.
    Quindi vedo più probabile una situazione in cui entrambi i progetti andranno avanti, un po’ come succede con i vari DE, fuori dalla logica del predominio.

    • Lorenz

      Grazie per la precisazione. Ti faccio una domanda visto che sei informato. Ma non c’è il rischio che canonica non ce la faccia comunque a star dietro lo sviluppo?mi spiego. Wayland ha tutta la comunità a quanto ho capito, mir solo canonical e la sua community. Il rischio momento è che arrivi si all’obiettivo, ma in tempi biblici?

      • michele casari

        Non voglio fare della fanta politica sull’opensource, ma wayland ha avuto un’accelerazione nello sviluppo dopo che canonical ha detto di crearsi il suo server grafico.

        L’unico vero problema per Mir, è l’obbiettivo di Canonical/Ubuntu, perché se wayland non sarà pronro a breve, pazienza il resto del mondo Linux/PC continuerà ad usare X.org senza porsi troppi problemi.

        • Lorenz

          Ed è proprio su questo discorso che sono perplesso. Le risorse di mir e le risorse di wayland

          • galen

            L’accelerata sullo sviluppo si avrà quando i driver closed source supporteranno wayland/mir, fino ad allora nessuno è realmente interessato ad usarli giornalmente, se non per fare dei test. Io ho provato gnome 3.14 e funziona discretamente bene su wayland, e la versione 3.16 avrà un supporto ancora maggiore, ma senza driver binari a cosa mi serve? Ormai l’accelerazione 3D serve per vedere film in alta definizione, per le animazioni e gli effetti del desktop, per i giochi, ecc. L’ho provato, carino, e sono tornato a X.org come la maggior parte della gente. Gli sviluppatori dei vari Desktop Environment e degli altri software si sono presi il loro tempo per essere compatibili a wayland solo perchè non c’è in vista nel breve periodo un rilascio di driver binari nvidia e amd.

      • Aury88

        Lorez, il rischio di non riuscire a star dietro un progetto esiste per tutti i progetti ;)

        Invito però a considerare queste (parecchie e me ne scuso) cose:

        Prima di tutto non è una gara…non interessa a mir avere tutte le feature di wayland
        e viceversa…per mir l’interesse è la convergenza e penso che finchè
        non verrà raggiunta completamente il progetto non rallenterà…canonical non ha
        sicuramente gli stessi numeri della community come sviluppatori ma
        considerà che non tutta la community sviluppa wayland…il bazaar porta poi a vantaggi in termini di numero di features (o numero di alternative) ma quando si tratta di raggiungere pochi obiettivi una gestione a cattedrale può dare un certo vantaggio…

        Canonical dei giorni nostri non è canonical di qualche anno fa. non stiamo parlando più di una piccola azienda “umanitaria” con pochissimo personale e nessuna entrata (anzi solo uscite); Oggi canonical conta più di 500 dipendenti ed un attivo in crescita per diversi settori nei quali in alcuni ha una certa rilevanza per non dire quasi monopolio (come nel cloud, ma va forte anche su server con molti grossi nomi che ne usano il so e per i supercomputer).

        Ogni settimana esce un nuovo produttore che preinstalla Ubuntu su alcuni dei propri dispositivi indice di un peso e un attrattiva commerciale che ubuntu non aveva neanche prima dell’arrivo di unity.

        Canonical ha spinto moltissimo sull’ottimizzazione per risparmiare quante più risorse possibili, oggi sono state quasi del tutto automatizzate operazioni che anni fa avrebbero richiesto il lavoro di parecchi sviluppatori (test, compilazione, controllo degrado efficienza) e il bello è che queste cose vengono anche vendute, quindi entrate per canonical.

        La stessa convergenza è il fulcro di una strategia atta a sviluppare un sola volta (con un solo team) per tutti i dispositivi e allo stesso tempo questo invoglia gli sviluppatori che vogliono portare le proprie app su più tipi di device ad usare Ubuntu…considera per questi poi anche l’arrivo degli snappy e dell’ambiente di sviluppo per ubuntu-core che determinano una diminuzione enorme, e quindi un fortissimo incentivo a sviluppare tramite essi, del carico di lavoro per lo sviluppo e mantenimento delle proprie applicazioni.

        Pensa poi all’effetto esplosivo in termini di risorse risparmiate derivante dell’utilizzo come base di un solo sistema operativo basato su una versione veramente minimale di ubuntu (ubuntu snappy core che è talmente leggero da occupare 40 MB di RAM) utilizzata ormai anche direttamente dai produttori hardware (proprio in virtù del fatto che è leggerissimo per cui funziona teoricamente su tutto: vecchi PC, server, supercomputer, clusters, clouds, IoT, Tv, smartphone, pad, desk, laptop, macchine, schede logiche) tutti ambiti da cui provengono bugreport e bugfix e sviluppo, invogliando, in una spirale che si autoalimenta, a sviluppare e portare su Ubuntu.

        Insomma Mir da solo può non essere determinante, ma in questo insieme di fattori è molto appetibile per molti e quindi non penso sarà un progetto che rischia di venire abbandonato visto che è uno dei tasselli chiave di tutta la strategia di convergenza intrapresa da canonical…considera che ubuntu non subisce grosse modifiche perchè ha ormai tutto ben consolidato (e si aspetta l’arrivo dell’adattabilità al desk di UT) quindi da questo lato non ci sono grosse risorse occupate.

        Poi parliamo di progetti opensource quindi l’abbandonare Mir significa abbandonare la convergenza tramite esso, ma uno smartphone ubuntu lo puoi sempre fare con wayland (come dimostrato dal plasma mobile, composto al 90% da UT e per il resto con mir e unity sostituiti proprio da wayland e KDE).

        ripeto il problema potrebbe diventare l’eventuale boicottaggio da parte dei produttori hardware ma voglio vedere chi avrà il coraggio di rinunciare a tutti i mercati in cui ubuntu è presente; direte che alle schede grafiche non interessa stare nei server, nei supercomputer o nell’IoT…ma ne siete proprio sicuri? la stessa valve che sta sviluppando la steambox su Xorg non è detto che rimanga insensibile ai vantaggi portati dal multipiattaforma Mir e dal dependence-free degli snappy…probabilmente sta solo aspettando che si assesti la situazione per non sviluppare su basi che potrebbero ancora venire deprecate.

        Insomma io sono fiducioso…la strategia intrapresa è lenta e di difficile realizzazione ma porterebbe, e già in parte lo fa, ad una rivoluzione per il settore linux e in così tanti campi che nessuno sarà disposto a rinunciarvi a priori (addirittura microsoft sta collaborando con canonical)… tutto naturalmente imho.

        ps: naturalmente il mercato consumer è un altra cosa (parlo quindi di desk e mobile)…li prevalgono logiche di abitudine/assuefazione che difficilmente possono essere scardinate in poco tempo per quanto valido ed innovativo sia un prodotto…fortunatamente il core business di canonical è in altri ambiti dove appunto va alla grande

        • Lorenz

          Analisi accuratissima :) grazie