Open Source: vantaggi e svantaggi

5 ottobre, 2007 5 Commenti »

Un recente sondaggio sottoposto da Barracuda Networks a 228 aziende ha permesso di capire quali siano i vantaggi del software open-source sul software proprietario e vice versa. Ne risulta un interessante scenario da tenere in considerazione sopratutto per migliorare il modello Open ed i suoi punti deboli.


La risposta delle aziende al maggior vantaggio dell’Open Source è stato, da come ci si poteva aspettare, il prezzo. Non sfugge certamente alle aziende l’economicità del modello Open Source in grado, in alcuni casi, di essere completamente libero e gratuito. Il prezzo è per l’80% delle aziende il maggior vantaggio sul software proprietario. In seconda posizione, con il 57%, troviamo l’accesso al codice sorgente, garanzia della possibilità di un controllo approfondito del programma mentre in terza posizione, con il 41%, si trova il supporto della comunità ai progetti, che indirettamente è legato alla possibilità di usufruire dei sorgenti.

Con il 20% curiosamente troviamo chi non conosce quali vantaggi abbia l’Open Source rispetto al software propietario, sintomo che, sebbene negli ultimi anni sia salito alla ribalta il modello Open, non è ancora in grado di farsi pubblicità. Segue con il 18% il bugfix, risultato di tutto rispetto sopratutto in materia così sensibile come la risoluzione dei problemi, mentre la sicurezza è un vantaggio dell’Open Source per il 15%. Gli altri dati più marginali li potete trovare nel grafico seguente:

vantaggi open
Credit : Barracuda Networks

Quali sono invece i punti deboli sui quali il software proprietario primeggia?

Primo; i servizi legati all’acquisto dei software, quindi un supporto clienti su cui contare e in grado di correre in aiuto nei momenti di necessità. Viviamo in un’epoca dove il tempo vale sempre di più e i servizi sono alla base della nostra società. Quindi per il 65% degli intervistati il software proprietario può contare su un supporto migliore. Per il 47% la facilità nell’adottare tecnologie proprietarie è un fattore importante, assimilabile ai servizi velocità-semplicità con cui si può migrare verso una nuova tecnologia è fondamentale per l’equazione tempo=denaro.

Gli aggiornamenti automatici pesano invece il 44%. E’ di sicuro una variabile importante che ultimamente sta però dimostrando continui miglioramenti nel mondo Linux, Ubuntu e apt-get docet. Si può notare come la maggior parte di questi vantaggi non siano difficili da raggiungere, a parte il “Best product functionality” che è direttamente proporzionale allo sviluppo e alla maturità di un software. Le altre voci necessitano per lo più di un’organizzazione. Attraverso queste analisi è facile capire perchè grandi aziende come Intel, Novell e sopratutto IBM credano nel modello Open Source.

Speriamo che l’intero movimento impari a farsi più pubblicità.

vantaggi proprietari
Credit : Barracuda Networks

di Domiziano RussoTuxJournal.net

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  • http://www.formulaonline.it/blog Enrico

    @Dox
    Il tema mi interesa molto.
    L'ho infatti iniziato a trattare anche sul mio blog.
    Il sondaggio da te citato  è rivolto, forse, a troppo poche aziende (228) ma credo riesca ugualmente ad inquadrare bene alcuni aspetti.
    A mio modo di vedere mancano, sia tra i pregi che tra i difetti, considerazioni riguardo al T.C.O., cioè i costi di gestione, diretti ed indiretti, legati all'adozione di soluzioni opensource.
    Sono quei costi aggiuntivi, che io definisco "occulti", che non ci sarebbero se non si fosse adottata a soluzione opensource e che troppo spesso vengono ignorati o sottovalutati.
    Faccio un esempio banale: installo Linux in azienda.
    Se per dotare ciascuna postazione di una stampante, o una multifunzione, o uno scanner, o una periferica USB sono poi costretto a scegliere non il prodotto che ha il miglior rapporto qualità/prezzo sulla base delle mie esigenze, ma un prodotto scelto tra un ristretto sottoinsieme di periferiche compatibili con Linux, si rischia di vanificare il risparmio introdotto dalla gratuità di Linux ed avere un prodotto sotto o sovra-dimensionato rispetto alle necessità.
    Oppure: è vero Linux è gratis. Ma va installato. Fino ad oggi è ancora difficile trovare PC con Linux preinstallato.
    Mentre è fecilissimo trovare PC con Windows/MacOSX pronti all'uso o quasi.
    Anche questo è un generatore di costi occulti: sia quando si  considera il tempo necessario ad installare Linux (che lo si faccia in economia all'interno dell'azienda o che ci si affidi a terzi all'esterno, è uguale) sia il fatto che se opto per l'acquisto di PC con preinstallazione di Linux, posso scegliere tra un ristrettissimo esempio di configurazioni/marche ecc.
    Riassumento, il sondaggio, 2° me, è afflitto dalla grave pecca che non c'è alcuna voce riguardo al TCO.
    A voler leggere tra le righe, il fatto che la voce "Easier to adopt in organization" sia presente soprattutto come lato negativo della scelta, insieme a "Reduced IT support", potrebbe celare una conferma che un problema TCO, non valutato dal sondaggio, sia effettivamente presente.
    Inoltre, il solo fatto che il 65% delle aziende intervistate rilevi un problema nel reperire servizi professionali adeguati è semplicemente sconcertante! Delle due, l'una: o gli esperti nel settore sono pochissimi, oppure c'è in giro troppa gente incompetente.
    Nel primo caso, significa che la concorrenza è bassa (= prezzi più alti); nel secondo caso significa che il rischio di costi aggiuntivi diventa quasi una certezza (scelta della soluzione inadeguata, rischi di sicurezza, problemi di gestione, di formazione, ecc.). Anche qui ci vedo una conferma di presenza di potenziali costi occulti che andrebbero meglio considerati.
    Ultima considerazione sulla la voce "Automated updates" (44%), elencata tra gli aspetti negativi, secondo le aziende intervistate.
    La stessa voce, a detta di molti, sarebbe uno dei motivi per cui passare a Linux.
    In effetti, è vero che il repository delle applicazioni è una comodità immensa. Ma è anche un potenziale fattore di rischio per la sicurezza e la privacy.
    D'altronde, non capisco come, per la stessa persona, possa essere  intollerabile che Micorsoft aggiorni automaticamente alcuni file del proprio sistema operativo in modo silenzioso e ,contemporaneamente, accettabile invece il fatto che tutti gli applicativi in uso vengano aggiornati automaticamente.
    La gravità di ciò che ha fatto Micorosoft, 2° me,  non risiede tanto nella mancanza di trasparenza (è stata scoperta in quattro e quattr'otto; da qui se ne può dedurre la buonafede e la mancanza di volontà di nascondere la cosa oltre che la superficialità con la quale ha considerato le possibili conseguenze), quanto nel fatto che in molte aziende è critico avere il pieno controllo di ciò che entra ed esce dai computer. Avere un software che automaticamente va a modificare librerie di sistema e file eseguibili non è esattamente il massimo della sicurezza.

  • marco

    sono d'accordo con Enrico quando parla di T.C.O., ma occhio a non trascurare una variabile: è vero che per installare e rendere operativo un sistema linux (compatibilità hardware compresa)  l'ostacolo potrebbe rivelarsi più impegnativo (ore di lavoro e costi hardware) rispetto ad una macchina win.
    Ma questa considerazione perchè sia utile va fatta sul medio o lungo periodo, non sul breve.

    Faccio un esempio, in azienda (dove erano in partenza presenti soltanto macchine win) a suo tempo si è deciso di installare un sistema linux. a suo tempo significa nel 2003. Configurare la macchina ha impegnato qualche giornata (credo 2 o tre in totale, linux stesso era ben più acerbo di oggi, e non così supportato).
    Ma dal giorno della messa in opera gli interventi fatti sulla stessa (ad oggi) sono due.
    Due check manuali del filesystem causati black-out improvvisi.
    Nessun altro intervento sul sistema operativo nè sui software. in 4 anni. Non si tratta di una macchina server chiusa in uno stanzino buio, bensì una macchina la quale oltre ad avere qualche funzionalità server
    viene anche utilizzata per scopi meno "nobili".
    Nello stesso periodo le le macchine win, oltre ad essere costantemente meno performanti (deterioramento dei tempi di avvio, di lavoro ecc probabilmente anche a causa dei vari antivirus e software di protezione necessari) nel tempo sono state "piallate" e reinstallate più volte, ed infine sostituite per sopravvenuta obsolescenza del software. la macchina linux è ancora lì, e tutt'oggi ha tempi di accensione più brevi di quasi tutti i suoi "colleghi". (il risultato è che ora il parco macchine è ben più vario, e non per caso).
    Questo è il vero TCO, non il tempo di startup, ma la produttività della macchina nel suo percorso vitale.

    poi vorrei aggiungere un altro particolare: troppa gente si riempie la bocca con i termini "supporto clienti".
    Acquistando un software open o closed da un azienda seria il "supporto clienti" mi viene fornito in maniera analoga da entrambe le aziende, non vedo differenza alcuna.
    (NOTA: se il software "open" me lo voglio installare ed arrangiare il "supporto clienti" non può esistere in quanto non c'è nessun cliente)

    Se invece si fa riferimento al supporto del sistema operativo chiedo "Ma di cosa stiamo parlando?"
    Qualcuno sta forse dicendo che Microsoft fornisce un reale supporto clienti per il proprio S.O.? A me non risulta affatto, a parte le informazioni disponibili sul web (ma questo non è supporto clienti,
    casomai documentazione) il supporto clienti è delegato ad aziende private (che niente hanno a che vedere con Microsoft), ed inoltre  strettamente legato a contratti particolari di fornitura, ma non certo ai normali sistemi oem o alle normali licenze.
    Se il sistema si "inchioda" ad un mese dall'acquisto la licenza dice chiaramente che qualsiasi responsabilità e mia, l'ho accettata in fase di installazione. Per ripristinare il sistema o mi arrangio o mi rivolgo ad un tecnico (pagando). Gli aggiornamenti sono forniti (ma non dovuti) e vengono rilasciati "quando pronti".

    Non contesto l'analisi, ma forse è più corretto leggerla come "percezione di vantaggi e svantaggi", oppure considerare che la reale differenza non è data da un confronto,  ma è il risultato di una lunga campagna promozionale da una parte  e il silenzio quasi assoluto dall'altra.

  • Gabriele

    @Enrico
    “Se per dotare ciascuna postazione di una stampante, o una multifunzione, o uno scanner, o una periferica USB sono poi costretto a scegliere non il prodotto che ha il miglior rapporto qualità/prezzo sulla base delle mie esigenze, ma un prodotto scelto tra un ristretto sottoinsieme di periferiche compatibili con Linux, si rischia di vanificare il risparmio introdotto dalla gratuità di Linux ed avere un prodotto sotto o sovra-dimensionato rispetto alle necessità.”

    Secondo me ormai il problema è abbastanza superato tranne in alcuni prodotti professionali, che sono importantissimi per una classe di utenti, che però è ristretta.
    Ma secondo me questo problema esiste ancora di più nel mondo Win. Chi ha comprato uno scanner o un plotter professionali 2-3 anni fa ed adesso non trova driver per Vista sa di cosa parlo.
    Inoltre pensiamo a quanto possa costare tenere un Win2003 per fare da controller di dominio di un parco di 30 macchine. Serve una macchina potente, serve una versione costosa di Win2003 e le prestazioni che si ottengono sono le stesse (se va bene, eh) di un serverino leggero da 1000 euro con debian e samba ben configurati.
    Senza contare, come dice giustamente Marco, che gli interventi manutentivi sono di gran lunga minori.
    Intanto non si riavvia ad ogni patch di sicurezza ma solo per alcune patch al kernel o alle libc (cioè una volta o due al massimo nell’arco di un anno contro un paio di volte al mese).
    Poi il sistema si tiene aggiornato con più facilità, perché non si devono tenere d’occhio tutti gli applicativi usati in produzione, che non saranno tutti MS.
    Infine si può contare su una documentazione che è di gran lunga migliore, invece di dover cercare esotiche chiavi da modificare nel registro in presenza di errori dalla spiegazione non troppo chiara.
    Infine salvando la directory /etc e con un comando di 1 riga si crea una lista di pacchetti installati e la si ripristina perfettamente uguale in caso di necessità.
    Comprese tutte le personalizzazioni effettuate
    Che è diverso da dover reinstallare win e avere gli installer dei 32 programmi che ti servono, ognuno con i suoi 5 click da fare.
    Oppure si può tenere un’immagine. Ma ne va tenuta 1 per ogni tipo di macchina. E poi va tenuta aggiornata. E poi bisogna riaggiornare la macchina con le patch di sicurezza.
    Quanto tempo si spreca per ripristinare 10 macchine win e 10 linux?

    E’ chiaro che per linux bisogna un po’ investire in professionalità. Ma è tempo ben speso, perché genera maggiori competenze. Al contrario di quello perso a fare click in installer e finestre che alla prossima versione di Win cambieranno…

    Ovviamente sono solo opinioni personali.

  • http://www.formulaonline.it/blog Enrico

    @marco
    per definizione, TCO (Total Cost of Ownership) prende in considerazione i costi totali, durante tutto l'arco di vita di un prodotto.
    I miei (costo installazione, costi aggiuntivi per acquisto di hardware compatibile, ecc) volevano essere banali esempi per far capire meglio cosa intendessi.
    L'esempio che porti tu è un esempio in cui, non ci son dubbi, il TCO della soluzione con Linux sia molto inferiore al TCO della soluzione con Windows.
    Ma purtroppo (o per fortuna!) in questo campo, le cose cambiano di frequente e spesso, in 4 anni, un'azienda rinnova il parco macchine,ne aggiunge di nuove, cambia procedure ecc.
    Il che ripropone periodicamente il problema del maggior costo per l'acquisto e l'aggiornamento dell'hardware.
    Riguardo al "supporto clienti" credo ci si riferisca genericamente alla diffusione di aziende in grado di assicurarlo (questo è come l'ho interpretata leggendo l'articolo).
    Il fatto che il numero aziende esperte in ambito Windows siano in numero nettamente superiore ad aziende con (auspicabili) competenze in entrambi gli ambienti o solo nel campi Linux/Unix, determina una concorrenza utile a calmierare i prezzi.
    Ti assicuro poi che Microsoft fornisce un supporto molto attento ai propri partners (software a disposizione in anteprima, supporto tecnico dedicato, webcast di formazione gratuita, corsi e seminari gratutiti -oltre che a pagamento- innumerevoli pubblicazioni, ecc), che lo sfruttano per metterlo a disposizione della propria clientela.
    E' sempre possibile incontrare "cialtroni" che si spacciano per esperti ma che sono tutt'altro. Ma, stai certo, questi non fanno differenza se "cialtroneggiare" in ambiente Windows o in ambiente Linux!

    Affermi:
    "Se il sistema si "inchioda" ad un mese dall'acquisto la licenza dice chiaramente che qualsiasi responsabilità e mia, l'ho accettata in fase di installazione. Per ripristinare il sistema o mi arrangio o mi rivolgo ad un tecnico (pagando). Gli aggiornamenti sono forniti (ma non dovuti) e vengono rilasciati "quando pronti"."
    Perchè se installi Linux cosa accade invece?
    Se si inchioda il PC di chi è la responsabilità? Chi ne ripristina il funzionamento? Gli aggiornamenti sono forniti miracolosamente PRIMA che siano pronti?
    Poi contesto più di ogni altra la tua ultima affermazione:
    "…considerare che la reale differenza non è data da un confronto,  ma è il risultato di una lunga campagna promozionale da una parte  e il silenzio quasi assoluto dall'altra"
    Ho parlato e parlo solo ed esclusivamente per esperienza personale.
    Delle campagne promozionali me ne infischio.

    @Gabriele
    Da quel che ho notato, anche per esperienza personale, mentre è probabile che hardware datato, attualmente privo di drivers per Vista, resti tale per poco tempo, con Linux è vero il contrario!
    Quando ho iniziato ad utilizzare controller Raid (della Promise) implementando la configurazione in striping o mirroring degli HD sui PC che utilizzo, non sono stato in grado di installare Linux su quelle macchine per degli anni..
    Attualmente, da circa 6 mesi sono in attesa di poter installare Ubuntu sul mio vecchio PC (P4 3,4GHz, 2GB RAM, 2 HD 320Gb SATAII in mirror, m/b Asus P5B Deluxe). L'ultima volta che ci ho tentato sono diventato matto per poi scoprire che la m/b Asus P5b non è supportata. Nel frattempo è già fuori produzione….
    Evidentemente non conosci la documentazione disponibile per Windows, altrimenti non faresti certe affermazioni al riguardo.
    Inoltre parli di features (immagini della configurazione del PC) come se in ambiente Windows no fosse possibile ottenere lo stesso risultato.
    Facciamo finta di non sapere della possibilità di ripristinare lo stato della macchina ad un istante precedente all'ultimo punto di ripristino creato.
    Quando si installa un programma, un driver, o ad ogni spegnimento del PC, Windows (XP o superiore) procede a creare automaticamente un punto di ripristino.
    Questa feature è stata ulteriormente sviluppata e migliorata in Vista.
    Comunque, se ciò non fosse sufficiente, si ottiene lo stesso risultato (o migliore) semplicemente utilizzando software che costano 4 soldi, ormai.
    2° me quindi, sarebbe più corretto affermare che mentre per Linux queste features sono disponibili free, per Windows occorre acquistare software ad-hoc (es. Acronis True Image).
    Ma non parlarne come se fossero cose possibili solo con Linux!

    In ogni caso, è sempre un piacere discutere e scambiarsi idee, opinioni e conoscenze in modo così pacato e civile.

  • tower

    Io so solo che questo Vista mi sta dando solo dei gran problemi e se devo essere sincero del gran supporto non ne ho trovato.