Ubuntu e Wayland: l’eterna attesa

12 novembre, 2012 3 Commenti »

Perché Canonical non sembra sostenere attivamente il server grafico Wayland? E quando potremo saggiare una release di Ubuntu che ci permetta di dire addio a X.org?


Circa due anni fa, Mark Shuttleworth, numero uno in casa Canonical, annunciò di voler fare qualcosa per consentire l’esecuzione di Ubuntu Unity anche su Wayland. A distanza di tutto questo tempo, cos’è cambiato? Assolutamente nulla. Nonostante questi buoni propositi, l’impegno di Ubuntu nei confronti di Wayland non è risultato sufficiente.

I piani, all’epoca dei fatti (Novembre 2010), prevedevano che l’ambiente desktop Unity potesse essere eseguito anche sul server grafico Wayland, piuttosto che su X.org/X11. Ed oggi, a distanza di poco tempo dal rilascio di Wayland nella sua versione 1.0, il server grafico potrebbe non essere ancora pronto ad affrontare l’ardua sentenza degli utenti, considerate delle caratteristiche mancanti abbastanza rilevanti: non tutti i driver, ad esempio, sono compatibili con Wayland.

Ma questi buoni propositi di Canonical sono reali o stiamo parlando solo di aria fritta? Altre società che hanno promesso di favorire la crescita di Wayland si sono rese particolarmente attive nei suoi confronti. Mossa che, a detta di molti, non sembra essere stata ancora fatta dall’azienda madre di Ubuntu.

Canonical sostiene senza voglia il progetto Wayland contribuendo solo molto raramente. E questa sembra essere la linea che l’azienda continuerà a seguire, o per lo meno è quello che si intuisce a seguito dell’Ubuntu Developer Summit conclusosi qualche giorno fa: non è stato steso alcun grande piano nei confronti di Wayland.

Wayland riuscirà a diventare realtà a partire da Ubuntu 13.10? Per alcuni, questa, è solo una piacevole speranza.

Fonte: Phoronix

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  • fekir

    link alla fonte?

  • gionni

    è un classico di canonical, sbandierò di voler passare a wayland.. Quando? Quando red hat avrà finito di farlo…

    • Shiba

      La lacuna più importante di Wayland sono i driver, e finché i produttori non si scantano c’è poco che Rad Hat possa fare. E non tiriamo in ballo i nouveau, per piacere…