Solo qualche mese fa, in concomitanza con l’OSCON 2008, Mark Shuttleworth dichiarò che la sua distribuzione avrebbe dovuto competere con il sistema operativo di Apple entro massimo due anni. Detto, fatto. A tal proposito ci giungono notizie importanti.

Canonical, l’azienda che sponsorizza e sviluppa Ubuntu, sta ricercando nuovo personale – anzi, l’obiettivo è creare un vero e proprio team dedicato – per migliorare l’usabilità e l’estetica della famosa distribuzione Linux.
Dalle pagine del suo blog, Shuttleworth sembra più deciso che mai: “quando devi presentarti sul Web hai circa 15 secondi per attrarre l’attenzione dei tuoi interlocutori. Per questo motivo, tutti gli aspiranti protagonisti del Web 2.0 hanno trovato un punto comune per ottenere successo: fare in modo che il proprio sito sia esteticamente attraente, differente dagli altri e che possa offrire agli utenti qualcosa che gli altri non sono mai riusciti ad offrire sino ad allora”.

“Abbiamo bisogno della stessa immediatezza ed eleganza anche nel settore Desktop per migliorarne l’esperienza d’utilizzo. Ecco dunque spiegato perchè stiamo assumento nuovi designer, professionisti dell’usabilità e visionari dell’interazione. Quest’ultimi non solo miglioreranno Ubuntu ma parteciperanno attivamente anche a progetti quali GNOME, KDE ed altri per migliorare l’intero panorama FLOSS”.
E se lo dice il caro, vecchio Mark, c’è da crederci.
di Vincenzo Ciaglia – TuxJournal.net







Lo sapevo l’articolo a scatenato vecchie diatribe tipo meglio Kde o gnome(de gustibus………..cmq anche torvalds a detto che gnome e minimalista ed ha affermato di utillizare kde).Il ruolo di compiz per quanto non sia parte integrante del desktop è stato importante e lo è ancora adesso ed ormai è ottimamente integrato(io personalmente non ho noie.Lo ripeto uso i 3 principali sisteme e esteticamente parlando preferisco linux se fosse più plug&play sarebbe molto piu’ diffuso io lavorerei su questo
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Al di là di un punto di vista prettamente ideologico (il quale è importante, ma non è “tutto”), fin troppe volte oggi si prende l’estetica proveniente da Cupertino come lo standard di estetica da raggiungere. Questo non è sbagliato a priori, ma, alcune volte, lo è (ed è peggio) a posteriori. Alcune loro scelte estetiche integrate dall’ X in poi come la dock (simbolo inconfondibile della casa) sono solo estetiche, ma non certo funzionali. Ho provato personalmente a lavorare su un Leopard ed è scocciante avere una riduzione della finestra che va su di una barra piena zeppa di altre icone di applicazioni aperte (che stanno “rincatucciate” in fondo a destra e icone “lanciatrici”. Inoltre il giochetto veloce scompari-riappari della stessa è fluido per le prime ore di lavoro, nel prosequo già molto meno (ma questo è dovuto all’hardware non sempre di fascia alta dei loro prodotti e ai problemi coi driver grafici che avuto la “mela” in questa tarda primavera). Lo stesso per cairo-dock. Ho atteso con impazienza i rilasci driver di ATI per poter fare un buon lavoro di estetica sulla mia distro Ubuntu_64 e poter equipaggiare il desktop delle più avanzate possibilità grafiche. Mi setto Compiz, metto su la Cairo, i desklets, faccio un giro su gnome-look ecc… ottengo un’estetica indubbiamente bella, ma guardando al consumo di RAM che sfiora il 21% (su 4GB e con servizi non necessari disattivati) e i vari “scattini” che ogni poco hanno le finestre e la barra stessa mi son ricordato il motivo per cui qualche anno fa passai a Linux ovvero: meno “bello” (e vuol dire poco questo termine visto che sono millenni che si discute su cosa sia la bellezza), ma STABILE e LEGGERO. Morale: tolgo baracca e burattini e torno al vecchio desktop semplice, dove tutto sta lì senza che mezza roba scompaia per riapparire a seconda dei movimenti e simili.
Linux nasce da un’esigenza, non è una moda. E’ inutile concorrere con aziende mega-profit sull’estetica: loro investon tutto lì per creare il prodotto must-have. E’ meglio quindi proseguire nella direzione storica orientata altrove e sensibilizzare l’utente su ciò che realmente conta. Pensate che c’è un grande palco di utenza che ritiene il Mac un sistema inespugnabile e lo ha comprato per questo… beh iniziamo a rivolgerci a loro e lasciamo momentaneamente perdere chi si affida all’acquisto solo per rimanere al passo coi tempi.
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Una ubuntu senza gnome? Non esiste, mi dispiace… KDE è carino per un certo tipo di utenti, ma l’usabilità di gnome è proverbiale e contribuisce ad abbassare la curva di apprendimento del nuovo sistema operativo.
Al massimo, non essendo un fanatico di religione, posso arrivare a concepire un nuovo GNOME, basato sulle librerie QT, ma assolutamente GNOME con la sua semplicità DEVE rimanere il desktop di default di ubuntu.
Grande Shuttleworth che ha capito che l’occhio è importantissimo in qualsiasi cosa. Speriamo di vedere qualcosa di veramente figo nelle prossime release: ps. non sono d’accordo di creare un dock scopiazzato da OSX in una configurazione di default. Ubuntu deve trovare la sua strada, differenziarsi e trovare soluzioni alternative e innovative. Dobbiamo smetterla di rincorrere il treno dell’innovazione con la bicicletta rischiando di ottenere delle brutte imitazioni, è ora che troviamo il modo di pedalargli davanti, e di superare i concorrenti proprietari… suvvia, non ci mancherà proprio la visione!
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A parte che l’interfaccia di Ubuntu non è affatto male (è semplice e chiara, e difficilmente stanca a parte per il colore marrone che sta comunque venendo gradualmente sostituito da un più digeribile arancione), io penso che Shuttleworth intenda, più che imitare le varie caratteristiche di OSX (la dock ad esempio) imitare una delle sue caratteristiche fondamentali: il fatto che in OSX tutto è “ben amalgamato” sia dal punto di vista grafico, sia dal punto di vista del funzionamento.
Mi spiego meglio: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore e la Casa sulla Cascata di Wright possono essere entrambi definiti edifici “belli”, però oggettivamente non c’azzeccano nulla l’uno con l’altro. Allo stesso modo, in Ubuntu abbiamo o possiamo avere funzioni molto gradevoli (i temi di Murrine, gli effetti di Compiz, oppure Gnome-Do tanto per fare qualche esempio) ma che, almeno nel default, non sono integrati bene l’uno con l’altro per formare un “unico” distinguibile, magari molto personalizzato da Ubuntu in modo da distinguersi dalle altre distro (giustissimo secondo me che una distro sia ben differenziata da un’altra).
Anche su un piano più “funzionale” OSX è il sistema operativo a cui guardare da questo punto di vista: tutto è integrato, come se ogni minima funzione (per dirne una semplice, i contatti email) fosse stata pianificata per funzionare insieme alle altre. Le distro linux (e Ubuntu su tutte) non sono ancora arrivate a questo punto malgrado ne abbiano le potenzialità. Sotto questo profilo secondo me stanno facendo un ottimo lavoro i programmatori di KDE 4; i risultati ancora stentano a vedersi ma l’impostazione è ottima!
Io penso che Canonical lavorerà su entrambi i punti; sicuramente il primo è il più semplice da effettuare (dal punto di vista della programmazione) e anche quello che avrebbe più ritorno presso il pubblico non troppo tecnico.
Se devo dire la mia opinione, quelli che pensano che il forte direzionamento verso il mercato di Ubuntu e altre distro sia un pericolo per il software libero, che lo snaturi (e ogni volta che c’è una notizia come questa ne sento qualcuno), hanno più che altro paura che venga loro rubata l’”esclusività”. In realtà il software libero ha tutto da guadagnarci in iniziative come queste.
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Non so perche’ ma continuo a pensare che rimpiazzare GNOME non sia questione da poco. Vero che i plasmodi aiutano a ricreare senza fatica la struttura dei menu che francamente trovo comodissima (non mi sono accorto del valore del menu Places finche’ non l’ho usato intensamente!).
sicuramente KDE4 dara’ un grosso contributo (quantomeno essendo un po’ piu’ usabile di KDE3 il quale non mi e’ mai sembra to poter reggere il paragone dal punto di vista dell’usabilita’), ma secondo me ci si muovera’ piuttosto nell’integrare i due framework piu’ utilizzati (QT e GTK) tramite il controllo QTGtk, e eventualmente nel creare un tema (e pacciare tutte le applicazioni relative) che sappia sfruttare un po’ il murrine RGBA.
Gia’ cosi’ devo ammettere che l’interfaccia di ubuntu fa molto meno pena dal vivo di quanto non faccia in foto, integrando le due cose non oso immaginare a cosa si arrivera’.
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