Sudo su tutte le distribuzioni Linux? Fallo così!

29 ottobre, 2010 7 Commenti »

Chi proviene da una lunga “militanza” con Ubuntu, quando si trova a dover utilizzare altre distribuzioni GNU/Linux cercherà sicuramente di lanciare “sudo nomecomando” al posto di “su” per eseguire comandi con privilegi di amministratore.


Così come ci ricorda Wikipedia, Sudo (abbreviazione dalla lingua inglese di super user do, esegui come superutente) è un programma per i sistemi operativi Unix e Unix-like che, con dei vincoli, permette di eseguire altri programmi assumendo l’identità (e di conseguenza anche i privilegi) di altri utenti. Mac OS X e Ubuntu installano sudo di serie, mentre sugli sistemi operativi altri va installato in un secondo tempo.

Farlo è un gioco da ragazzi su quasi tutte le distribuzioni GNU/Linux, visto che ormai il pacchetto “sudo” è incluso in tutti i repository di quelle principali. Ma per fare in modo che la propria distribuzione si comporti come Ubuntu bisogna editare con un qualsiasi editor di testo il file di configurazione /etc/sudoers, cercare la linea root ALL=(ALL) ALL e aggiungervi subito sotto quest’altra: [propria username] ALL=(ALL) ALL. Ed il gioco è fatto, al prossimo riavvio la vostra distro Linux utilizzerà sudo proprio come Ubuntu.

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  • http://massimosconvolto.wordpress.com Prof. Massimo Sconvolto

    Più che fallo così… Falla così!!
    Grazie a queste cose i virus prima o poi intaccherranno anche GNU/Linux e gli utonti che usano un sistema Linux senza cognizione di causa.

  • steros

    Qualcuno mi potrebbe spiegare che senso ha quell’assurdo utilizzo del sudo su Ubuntu e soprattutto perché gli altri dovrebbero avere il bisogno di adottarlo?!?

  • http://www.osrevolution.netsons.org imu

    Resto di stucco questo è un : barbatrucco!

  • akira

    Sudo può essere usato meglio di così….deve essere configurato meglio di così….anche se per un sistema single user può andare bene.

    Su di un sistema multi utente, in ambiente lavorativo, spero che nessuno mai configuri sudo in questa maniera per tutti gli utenti.

  • gianni

    Farlo è un gioco da ragazzi su quasi tutte le distribuzioni GNU/Linux, visto che ormai il pacchetto “sudo” è incluso in tutti i repository di quelle principali.

    Beh… Era presente ben prima di Ubuntu nelle principali distribuzioni. Non è una novità degli ultimi tempi conseguente al successo di Ubuntu.

  • erasmusjam

    Quanta ignoranza:
    1) sudo non và quasi mai installato, è già presente di serie sulla maggior parte delle distro. Và solo configurato, e non modificando manualmente il file /etc/sudoers ma lanciando il comando visudo, come peraltro scritto nei commenti del file stesso:
    “This file must be edited with the ‘visudo’ command.”

    2) @Massimo Sconvolto e altri catastrofisti:
    sudo configurato “a la ubuntu” non espone a problemi di sicurezza maggiori, rispetto ad altre distro che optano per il più tradizionale account root.
    Qualsiasi operazione amministrativa richiede la password all’utente, come peraltro avverrebbe richiedendo la password di root. Quindi, come sempre, la sicurezza è responsabilità dell’utente: se l’utente è scemo non c’è SO che tenga.
    Ricordo inoltre che, essendo disabilitato di default il login per root, è più difficile un attacco remoto di tipo brute force poiché l’intruso dovrebbe indovinare una coppia user-password, invece di provare password a caso per l’account root.
    Al di là di questi discorsi di lana caprina, la scelta di ubuntu è la più logica in ambito Desktop, dove l’amministratore del computer e l’utente sono la stessa persona. In ambito Server sudo può essere comunque una buona scelta, purché sia configurato in modo oculato.

    • Giuliano

      L’attacco da remoto lo si può evitare chiudendo qualsiasi servizio esterno che permetta il login (conosco ssh, altri non so). Nel caso serva connettersi da remoto ssh mi pare che permetta la disabilitazione del login per root o comunque che si possa permettere il login solo per alcuni IP e/o solo per la LAN.