Shuttleworth: sincronizziamo i rilasci delle distribuzioni

15 maggio, 2008 20 Commenti »

Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu, ha espresso le sue opinioni sui cicli di rilascio delle varie distribuzioni GNU/Linux. Secondo il suo punto di vista, quest’ultime dovrebbero collaborare maggiormente tra loro e sincronizzare i rilasci delle nuove versioni.


Dalle pagine del suo blog, Shuttleworth sembra avere le idee ben precise su come migliorare la situazione dei rilasci all’interno del panorama delle distribuzioni GNU/Linux. “Se due o tre grandi distributori Linux, come Red Hat, Novell e Debian, accettassero di rilasciare nello stesso mese le nuove versioni dei loro sistemi operativi, magari utilizzando anche lo stessa combinazione di software, credo che l’intero universo open source ne trarrebbe vantaggio. Ed in prima persona mi impegnerei a riallineare i rilasci delle distribuzioni LTS di Ubuntu sui tempi pattuiti”, ha dichiarato Shuttleworth.

Insomma, secondo Shuttleworth, rilasciare distribuzioni nello stesso periodo dell’anno e con una collezione software comune, potrebbe addirittura migliorare la posizione di Linux nei confronti del rivale di sempre Windows. Così facendo – continua Shuttleworth – i vari sviluppatori delle distribuzioni potranno anche impegnarsi maggiormente a gestire bug, creare patch, etc.

In conclusione, Mr. Ubuntu ha anche annunciato che la prossima versione LTS (Long Term Support) sarà Ubuntu 10.4, che verrà rilasciata ad aprile del 2010. In ogni caso, qual è il vostro punto di vista sull’idea del miliardario sud-africano?

di Filippo MartenoTuxJournal.net

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  • http://psychomantum.wordpress.com psychomantum

    è un ‘idea magnifica!

  • http://www.santbaniashram.it/dass/ Dass

    ma questa è una gran sciocchezza
    cioè, perchè Red Hat dovrebbe (ipoteticamente) rilasciare una distro identica come sw, aggiornata alle stesse versioni, nello stesso momento in cui altrettanto fa Ubuntu?
    vabbè che io uso Gentoo e non mi tange, “emerge -uDvn world” e ho la mia distro preferita aggiornata a oggi stesso…

  • gilberto

    potrebbe avere i suoi lati positivi, di certo si avrebbe una maggiorcompatibilità tra le distro, di certo tutti i produttori software cercherebbero di sincronizzare i rilasci con quelle delle distro. La sostanza è che mark vorebbe una maggior standardizazzione tra le distro cosa largamente auspicabile.
    Ad esempio è uno dei limiti del mancato supporto driver dei produttori hardware. Credo tuttavia impossibile
    una sincronia completa ci sarà sempre qualcuno che anche rilasciando nello stesso giorno preferià una versione di un software anzichè un’altra. L’intenzione di Mark è buona ma resta difficile da rendere reale.
    Per il discorso “emerge -uDvn world” è possibile fare la stessa cosa con tutte le distro, ma alla fine questo non risolve i problemi dovuti ad una scarsissima standardizzazzione.
    Se hai una web cam che la distro non riesce a rilevare ed il produttore harware ha rilasciato i drivere solo per una versione di X diversa dalla tua e che richiedo le patch applicate da Suse emerge non ti serve ad una mazza.
    Avrai l’ultima versione di Pidgim ma la web cam non ti funzionerà lo stesso.

  • giomini

    rendere le distro più compatibili tra loro è una cosa buona, ma così ci sarebbe un appiattimento delle caratteristiche peculiari di ogni distribuzione. diventerebbero tutte uguali. l’utopia migliore sarebbe quella di lavorare tutti assieme a un’unica distro, ma appunto è un utopia…. e poi credo che queste cose possano essere praticate solo a livello di distro orientate al mercato consumer, e non server.

  • Luigi Toscano (aka tosky)

    Chiedo scusa, ma mi sa che Mark vuole l’appiattiamento su Ubuntu: ricordate che quando venne creata, Ubuntu non entrò nel DCC (Debian Core Consortium), oggi ormai poco attivo ma che si proponeva di _non_ suddividere la base di codice tra le varie distribuzioni basate su Debian?

    Soluzioni per la compatibilità tra le distribuzioni ci sono già e si possono estendere, come i vari profili LSB: http://www.linux-foundation.org/en/LSB

  • Alessandro

    Ma sincronizzare l’uscita di tutte le distro nello stesso periodo vuol dire mettere in ginocchio i mirror costringendoli a scegliere quale distro ospitare o abbandonare il mirroring…

  • Aurelio

    Io credo che con “sincronizzazione” Mark intenda sottointendere una collaborazione tra tutti gli sviluppatori per meglio confluire in un comune intento di miglioramento della qualità del sw. Se tutte le distro escono in concomitanza con lo stesso sw, lo stesso sw verrà revisionato (intendo a livello di codice sorgente) da più sviluppatori e maggiore sarà la qualità (auspicabilmente!) dello stesso. Credo sia un concetto base dell’ing. del sw, d’altronde se le applicazioni utilizate sono le stesse, perchè non portare avanti tutti i progetti in concomitanza e solo all’ultimo passo di sviluppo, creare pacchetti in base alle distro?

    That’s good for now!

  • Orlando

    Quoto al 100%

  • http://www.santbaniashram.it/dass/ Dass

    riguardo ai driver, i driver sono nel kernel e il kernel non c’entra niente con le varie distribuzioni
    se che so, hp, fa i driver per tale stampante, non è merito di ubuntu (mero esempio) se su ubuntu funziona tal stampante: allo stesso modo funziona su tutte le distribuzioni

    e allo stesso modo, se che so, io faccio kde, non c’entra niente il mio lavoro con quello di chi impacchetta le varie distro…

  • francescodl

    Mi sembra di ver capito:
    1) i difetti di k/e/m/x/……/ubuntu sono colpa degli altri, i pregi di ubuntu solo;
    2) perchè tante distribuzione quando si può usare solo k/e/m/x/……/ubuntu?
    Ho usato Ubuntu per un breve periodo, e sono fuggito da tale distribuzione in tempi rapidi e a gambe elevate, mai visto tanta schifezza concentrata in così poco spazio.
    Ora uso Debian, una versione testing scaricata a settembre 2007 e della quale ho provveduto ad aggiornare per necessità qualche pacchetto e il kernel (questultimo ricompiladolo da me). Risultato: perfetto.
    Casomai Debian dovesse chiudere i battenti, passerò a Fedora, ma mai più – se non ci saranno veri cambiamenti verso la qualità a cui mi sono abituato – ad Ubuntu.

  • jewelz

    una maggior sincronizzazione dei rilasci non vorrà sicuramente dire un appiattimento, ma semplicemente che gli svilupattori dei vari kernel, de e software in generale avranno dei punti di riferimento affinchè le loro creazioni possano essere diffuse nel migliore dei modi: la proposta del sudafricano mi sembra assolutamente razionale e non di convenienza.

  • francescodl

    @ jewelz
    Secondo me c’è una questione di fondo: la rincorsa all’ultima versione del software.
    Che senso ha rilasciare nuove verioni delle distribuzioni ogni sei mesi (a parte Debian, che esagera nel senso opposto forse)? Come si può usare proficuamente un sistema operativo se dopo qualche giorno lo devo reinstallare?
    Il sig. Shuttleworth poteva per esempio dire: “basta con la guerra dei rilasci, sediamoci ad un tavolo (virtuale) e cerchiamo di allungare la vita delle uscite (ciò che non accade proprio con Ubuntu e Co.)”. Ma questo non lo dice, perchè ha convenienza a comportarsi in questo modo dato il successo che ha ottenuto. E’ una semplice questione pubblicitaria, l’antitesi delle fondamenta dell’Open Source.

  • http://arunax.netsons.org Arunax

    @francescodl
    Onestamente questo accanimento contro Ubuntu proprio non lo capisco. Nella mia esperienza, Ubuntu è la distro migliore per un’utenza non eccessivamente esperta o che non vuole troppi sbattimenti. Ogni volta che l’ho confrontata con Fedora (che si rivolge a una fascia di utenti simile) la distro sudafricana ha vinto di larghissima misura per quanto riguarda la compatibilità hardware, la velocità, la facilità d’uso. Non è la distribuzione migliore in assoluto (che, se non è Debian, non esiste ;) ) ma è sicuramente di ottima qualità – e il fatto che oltre che ai novellini la usino anche diversi utenti smaliziati, con esperienza di molte distro, lo dimostra.

    “una semplice questione pubblicitaria, l’antitesi delle fondamenta dell’Open Source”
    Non capisco neppure l’accanimento contro il marketing. Un prodotto Open Source può benissimo essere un prodotto commerciale, e come tutti i prodotti commerciali ha il diritto di farsi pubblicità come gli pare. Forse il marketing di Ubuntu non ti piace perché è più aggressivo di quello, chessò, di Red Hat: ma il mercato a cui si rivolgono non è lo stesso. C’è un motivo se le grandi aziende nelle loro workstation mettono Red Hat o Novell Enterprise Linux anziché Ubuntu, e non è legato solo alla qualità ma anche al settore di mercato a cui questi prodotti si rivolgono.

    Tornando più in topic, l’idea di sincronizzare i rilasci delle distro per quanto riguarda le cose più concrete (kernel, xorg, programmi fondamentalissimi) non mi sembra male: anche se forse si potrebbe fare di meglio (per esempio maggiore standardizzazione fra le distro per l’installazione di programmi, anche proprietari, non nei repository) va comunque nella direzione di rendere sempre più compatibili (non più simili) le varie distro fra loro.

  • francescodl

    @ arunax
    Non è un accanimento. Semmai è l’opposto. Sembra che si sia obbligati a parlare di Ubuntu quando si parla di Linux, e non ne capisco il motivo. Nella mia esperienza Ubuntu è stata la peggiore distro e lo è ancora, e non è giusto scaricare le colpe di qualche bug su Debian solo perchè Ubuntu si basa su Debian. A parte l’aspetto visivo (che è una questione di gusti), qual è il contributo di Ubuntu? Sì, lo so, contribuisce alla diffusione di Linux, come Windows contribuisce alla diffusione del PC. Il discorso potrebbe chiudersi qui e tornare tutti a casa.

    Pubblicità: se si bada all’aspetto e non alla sostanza (poichè è Linux e quindi come per magia i problemi si risolvono per incanto, oppure è colpa di Debian che fornisce sorgenti bacati), allora non è giusto parlare male di Windows, sistema operativo solo di facciata, e anche in questo caso il discorso è chiuso e torniamo tutti a casa.

    La standardizzazione a livello quasi di distro non la capisco: i miglioramenti non sono solo a livello di codice, ma anche come i programmi vengono assemblati per dar vita ad un sistema operativo. Non siamo ancora alla perfezione. Che ci siano tre, quattro distro principali è accettabile, che chiunque vuole usare altro è una libera scelta, e la democrazia non è mai l’anticamera della trannia (monopolio).

    C’è molto da fare ancora, ma non nella direzione assolutistica di quel signore.

  • luca

    Raga..a sentir parlare alcuni di voi sembra che Mr. Ubuntu sia stato un vostro vicino di casa per qualche tempo.. ci mancava solo una frase tipo “Lo conosco troppo bene Mark: è un megalomane!”.. cerchiamo di non essere ridicoli…
    Detto questo sono in disaccordo con le idee di Shuttleworth.. le distro GNU/Linux sono tali perchè la libertà è il valore su cui si fondano..è storia ormai….ed il bello del sw libero: libertà di sviluppo.
    E’ per questo motivo che GNU/Linux o lo si ama o lo si odia…
    Qualcuno di voi potrà obiettare che la storia può prendere anche un’altro corso ma sinceramente non credo che d’improvviso nella mente di alcuni sviluppatori (indipendenti e non) scatti l’impulso irrefrenabile di formare un grande team che si coordina per lo scopo comune del successo senza pari delle distro più conosciute contro windows..

  • botero

    @luca
    Magari nella mente degli sviluppatori potrebbe scattare l’idea che se alcune pratiche ne aiutino la diffusione si creerebbero piu’ opportunita’ di lavoro dato che piu’ diffusione equivale a maggiore visibilita’ e quindi eventuali finanziamenti.

    @francescodl
    Non puoi pretendere che uno ti creda solo perche’ hai avuto brutte esperienze… in quale ambito?? con quale utilizzo? per quale motivo? a me pare che il patrono dI Canonical non abbia poi cosi torto. Non si tratta di rilasciare distro identiche ma di pianificare una strategia comune di sviluppo e di marketing. Non si tratta di regolamentare tutto il software floss ma solo quello maturo per essere incluso in una distro come per esempio i de (gnome gia’ e’ sincronizzato ogni 6 mesi con ubuntu), masterizzazione, suite d’ufficio… A me pare che cio’ che manca nell’open source non e’ la qualita’ ma la presenza di managers di un certo livello.

  • francescodl

    @botero
    Se faccio delle affermazioni significa che ho dei motivi per farle, non mi diverte parlar male.
    E confermo ciò che ho detto: Ubuntu non è Linux, non è la migliore distro ed è la peggiore che abbia mai usato. Per inciso, uso Linux dalla fine del 1999, ed ho un certa esperienza. Così come non ho creduto a Windows, che ho abbandonato dopo pochi mesi di utilizzo effettivo, così non posso credere a coloro che dicono che Ubuntu è il massimo.
    La standardizzazione di alcuni aspetti di GNU/Linux (come correttamente si dovrebbe dire) è importante pre non creare confusione, ed io l’ho vissuto quel periodo – circa quattro anni fa – in cui quasi tutti i distributori incominciarono a personalizzare le proprie distro a livello quasi di codice, rendendo gli stessi programmi incompatibili quanto a portabilità. Oggi la situzione è diversa, esiste uno LSB e gli effetti si vedono.
    Poi si vede la tua opinione su Ubuntu. Dici: “gnome gia’ e’ sincronizzato ogni 6 mesi con ubuntu”. Casomai è Ubuntu che è sincronizzato con Gnome, non mi risulta che Gnome rilasci le proprie versioni aspettando l’uscita di Ubuntu. Osservazione: Ubuntu se non erro include la prima versione di ogni nuova uscita, la più instabile (tipo 2.22.0). Debian al contrario l’ultima stabile di una versione precedente (tipo 2.20.3). Ubuntu preferisce la novità alla stabilità. Debian no. Se non è questa apparenza!

    Saluti.

  • botero

    @francescodl

    Hai ragione sulla sincronia di ubuntu su gnome, ma detto questo che testimonia la mia volonta’ ad assumere una certa onesta intellettuale continuo a non essere d’accordo con te.
    “Per inciso” anche io sono un utente Debian di vecchia data, che e’ passato da Red Hat a Slackware prima di approdare alla distro per universale. Detto questo pero’ mi pare evidente che Ubuntu incarni la distro user-friendly per antonomasia, che ha saputo rivaleggiare con sistemi molto piu’ radicati nella tradizione linuxiana come Mandrake(ora Mandriva), Fedora(aka Red Hat) o Suse. Che non sia linux e’ un fatto palese! Linux e’ il kernel ed e’ solo una parte anche se fondamentale del sistema, poi le esigenze di mercato o semplicemente la voglia di cimentarsi nella realizzazione di qualcosa di funzionante da vita alle varie distro. Mi pare pero’ che Ubuntu sia quella distro che a livello di diffusione abbia saputo spingere il pinguino nella giusta direzione, che abbia saputo parlare ai grandi vendor come Nokia, Dell e altre case minori, che abbia saputo stare al passo coi tempi (vedesi la versione mobile) per cui dopo aver messo in piedi un entita’ del genere abbia il diritto di tenerla in piedi anche con pratiche di marketing, oltretutto mai osteggiata anche a livello di licenza GPL. Il risultato e’ che anche mia sorella adesso usa Linux, la quale sta all’informatica come l’onesta sta ai politici. Questo non ti piace? E se per poter continuare ad erodere fette di mercato ai vari sistemi concorrenti, creare interesse e quindi posti di lavoro (programmare in ambiente *nix e’ di prestigio), rendere proficuo il feedback sui bug delle applicazioni, avere un organizzazione piu’ orientata al prodotto finito passasse da un rilascio sincronizzato tra le varie componenti dello stesso perche’ opporsi? Linux e’ maturo per il grande salto! Il mondo che lo ha prodotto pure?

  • maurizio

    un grosso limite di linux è proprio il fatto che le varie distro sono incompatibili fra di loro

  • Luca

    Le varie distro non sono incompatibili tra di loro