Nicki Vendola ha pubblicato sul suo blog una lettera in cui spiega le motivazioni che l’hanno spinto a stringere un accordo con Microsoft.
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Come abbiamo già avuto modo di scrivere sul finire della scorsa settimana, il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha siglato un Protocollo d’Intesa con l’amministratore delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane. Obiettivo dichiarato dell’accordo, quello di “promuovere l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e delle soluzioni informatiche”. Ovviamente il tutto ha scatenato le proteste di quasi tutti gli appassionati al mondo dell’opensource, in particolare quelle dell’Associazione per il Software Libero.
“È poco comprensibile come il segretario di un partito che afferma che parlare di copyleft, di software libero, di neutralità della rete sia una necessità per un partito moderno, così come lo è parlare di lavoro, ambiente, economia e diritti civili possa, alla prova dei fatti, muoversi in direzione diametralmente opposta“, è stata questa la critica più dura di AsSoLi.

Vendola ha subito risposto alla critiche, nel giorno stesso in cui si sono scatenate. Qui di seguito la sua lettera ufficiale, in cui spiega le motivazioni che l’hanno spinto a fare questa scelta. Noi non facciamo commenti, aspettiamo i vostri.
La sottoscrizione del Protocollo d’intesa con Microsoft ha suscitato le perplessità di chi crede che con questa iniziativa si possa mettere in discussione il software libero e la libera circolazione dei saperi. La tentazione di lasciarsi andare a dinamiche da tifoseria, divisi in modo quasi manicheo fra favorevoli e contrari, non aiuta la comprensione né favorisce una discussione chiara su questi temi. Per la Puglia, per l’Italia il nemico è Microsoft? O uno qualsiasi degli altri colossi dell’informatica? A mio parere dovremmo guardare a queste dispute con lo stesso coraggio che ci aiuta a decifrare la politica di questi giorni bui. Combattendo i luoghi comuni.
Dovremmo ammettere che in un secolo nuovo che si apre al cloud computing, all’open data government, alla neutralità tecnologica, al crollo dei prezzi delle Apps, il compito delle politiche pubbliche non è più tanto di scegliere tra competitori, ma quello di allargare le autostrade della società dell’informazione. I veri nemici nel 2010 (e forse nel 2015 sarà più chiaro) non sono più Windows, Google, Leopard o l’iPad. Il vero nemico è il digital divide in cui il paese è prigioniero. Meno rame e più fibra.
Sogno un’Italia in cui i sistemi operativi siano una scelta affidata al gusto piuttosto che alle tasche dei cittadini. E chiunque possa con il suo sistema collegarsi ad una rete veloce, lavorare, scambiare file, guardare film, apprendere e formarsi, fare videoconferenze, caricare e scaricare archivi e fare cose oggi nemmeno definibili e prevedibili. Sogno insomma i 100Megabit. Qualcuno ha detto: Internet è il regalo di Dio alla Cina. In realtà, Internet è il regalo degli uomini (non so, forse anche di Dio) al Sud. Al Sud del mondo e dell’Italia. Ai paesi che hanno faticato negli ultimi anni a colmare il loro divario di sviluppo.
E’ internet, la rete, che ci consentirà di recuperare le posizioni.In questa logica, la Puglia sceglie per la Pubblica Amministrazione l’Open Source, ma non chiude la porta ai grandi competitori internazionali che rispettano la scelta di neutralità tecnologica della Puglia e che collaborano per fare della Puglia e del Sud un polo di eccellenza di questo secolo. Sarà difficile? No, avendo le idee chiare. La giunta regionale, la settimana prossima, approverà un disegno di legge sull’open source quale sistema di riferimento per l’e-government regionale.














