Quanto far pagare un software Open Source?

15 febbraio, 2013 2 Commenti »

Meglio far pagare una licenza una tantum o stabilire una tariffa oraria sui servizi di consulenza? Il miglior approccio è il secondo: scopriamo perché.



Chi non è pratico del mondo GNU/Linux, potrebbe giustamente chiedersi: “Se il software è Open Source, come fanno gli sviluppatori a guadagnarsi da vivere?” Senza ombra di dubbio una lecita domanda che merita una seria risposta.

Secondo una giusta logica, il software non è un’industria manifatturiera e dunque, di conseguenza, il software stesso non può essere considerato come un prodotto da vendere.

Piuttosto, il software può essere considerato come un servizio o, per essere più precisi, è solo una piattaforma in grado di erogare servizi. Proprio come le autostrade, la rete elettrica o quella telefonica.

Se questo concetto è abbastanza chiaro (e, soprattutto, se lo condividiamo) appare evidente che l’economia del software non può essere basata su pagamenti una tantum dovuti all’acquisto di una licenza, ma è più corretto adottare un approccio basato sul costo orari dei servizi professionali che gli sviluppatori dedicano alla costruzione e al mantenimento del software stesso. È un po’ quello che accade nel momento in cui ci rivolgiamo ad un avvocato, ad un medico o a un commercialista.

Così facendo, il tempo speso dallo sviluppatore è sempre adeguatamente ricompensato e il cliente paga il giusto costo legato al software (o meglio, il servizio) di cui ha bisogno. Ma come stabilire una giusta tariffa oraria? Difficile da dire, forse la miglior strada è quella di raggiungere un accordo con il cliente.

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Fonte: Opensource.com

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  • http://www.facebook.com/alessandro.meliota Alessandro Meliota

    Speravo in un articolo un po’ più approfondito che magari analizzasse l’annosa questione tra open e closed source e invece trovo affermazioni banali.

    Ad esempio: se sono uno sviluppatore freelance e sviluppo con licenza open ha senso farsi pagare per il tempo impiegato perchè il codice che produco rimane al mio committente, ma dal lato del committente come faccio a “rivendere” questo sw senza che i miei competitor copino alcune soluzioni adottate?

    • amedeo

      Lavorando con codice GPL lo sviluppatore può offrire il servizio di personalizzazione del software per adeguarlo alle esigenze del cliente mentre quest ultimo paga solo sul servizio risparmiando sulla base del codice.
      Le correzioni e migliorie possono essere condivise con gli altri utenti/sviluppatori che potranno sfruttarle a loro volta.
      I competitor potranno utilizzare le tue soluzioni ma tu potrai sfruttare le loro; a quel punto la concorrenza si gioca sulla qualità del servizio di manutenzione del software e la capacità di gestirlo al meglio.