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26 novembre 2012 Commenti (0) Visualizzazioni: 0 Copertina, Generale

Linux per dire addio alla crisi: il modello Monaco

Linux e l’Open Source potrebbero essere le giuste strade per scacciare la crisi economica? Questa è la domanda che ci poniamo dopo aver letto i numeri che testimoniamo il risparmio annuale della città di Monaco di Baviera.


10 milioni di euro: una cifra da capogiro per gente comune come noi, un po’ meno per grosse strutture pubbliche del calibro di città bavaresi come Monaco. Tuttavia, soldi ben risparmiati dall’amministrazione comunale che potrà quindi investirli in qualcosa di diverso. Ma cosa c’entra tutto ciò con Linux? Questi 10 milioni di euro sono stati risparmiati proprio per la volontà della città di Monaco di abbandonare piattaforme proprietarie e di affidarsi all’Open Source.

Questi numeri, non sono frutto di un calcolo approssimativo ma di un vero e proprio confronto del costo complessivo della migrazione a software Open Source piuttosto che proprietari: la comparazione è avvenuta fra Windows equipaggiato con Microsoft Office e Windows con il pacchetto OpenOffice.

La città di Monaco dovrebbe essere da esempio all’intera Europa, Italia in primis. Senza dubbio non sarebbe solo GNU/Linux e l’Open Source a risollevare una situazione economica ormai allo sfascio ma potrebbe seriamente contribuire a generare un risparmio molto più che notevole di denaro pubblico.

Basti pensare unicamente alle scuole, mettendo per un attimo da parte tutte le altre amministrazioni pubbliche presenti (non dimentichiamoci che viviamo in un Paese che ha fatto della burocrazia e dei mille enti pubblici uno stile di vita). Quante scuole sono presenti all’interno delle nostre città? E in esse, quanti laboratori di informatica fatti da centinaia di computer? A stendere giù un rapido calcolo dei soldi che annualmente vengono spesi per l’acquisto di licenze viene proprio da rabbrividire.

Vogliamo dare un calcio alla crisi? GNU/Linux potrebbe essere una delle giuste strade: Monaco di Baviera (dove in ogni caso la crisi è solo un lontano miraggio) è il modello da seguire. Qualcuno sembra averlo già capito: seppur ancor poche, alcune città italiane hanno deciso di migrare totalmente (o perlomeno in parte) verso il mondo GNU/Linux.

E non stiamo parlando di novità ma di mozioni che risalgono ormai a qualche anno fa: esempio ne sono il comune di Firenze, Lodi, Roma e Bolzano così come le regioni Lazio, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Puglia. Potremmo un giorno entrare in un ufficio pubblico o in una scuola e vedere una costosissima finestra sostituita da un gratuito pinguino?

Fonte: The H Open