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22 ottobre 2015 Visualizzazioni: 807 Al Bar, Business, Focus, Software

Il governo francese pensa ad un futuro fatto di Open Source

Con un nuovo disegno di legge, il governo francese sta tentando di migrare completamente a software Open Source le postazioni di pubblico impiego.


L’Europa abbraccia sempre più l’Open Source, o almeno ci prova. Dopo l’ultima decisione del governo britannico (che ha stretto un accordo con Collabora per portare LibreOffice nell’intera amministrazione pubblica) e il Ministero della Difesa italiano (leggi, Il Ministero della Difesa italiano adotta LibreOffice: addio a Microsoft Office), anche la Francia sta seriamente considerando l’idea di estendere i confini dell’Open Source nel suo apparato pubblico. Come i più informati sapranno già, il corpo di polizia francese utilizza da diverso tempo software Open Source. Ed ora, con un nuovo disegno di legge, si sta tentando di portare Software Aperto ovunque ci sia una postazione di lavoro (di enti pubblici, ovviamente).

Una scelta, questa, non semplice, non tanto per la qualità del software (sulla quale sappiamo tutti che non c’è niente da dire) ma per l’immensa quantità di macchine da migrare. Difficile ma non per questo impossibile. Dopotutto, esempi come Monaco di Baviera o lo stesso Regno Unito dovrebbero servire da lezione. Sta di fatto che allo stato attuale si tratta solo di un disegno di legge. Nel caso in cui questa proposta verrà approvata, ci vorrà parecchio tempo prima di portare a termine la missione: i cittadini francesi non si possono certo aspettare che tutto verrà rivoluzionato nel giro di qualche settimana.

Ma prima o poi bisognerà pur iniziare e di certo non ci si deve abbattere pensando ai tempi di una tale migrazione. E dopo la Francia sarà (finalmente) anche il turno dell’Italia? Chi lo sa. Noi, nel nostro piccolo, speriamo di sì. E voi?

open-source

Fonte: Softpedia

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  • Aury88

    non è tanto la migrazione della macchina il problema, è più la formazione del personale che deve essere fatta perchè compia il passaggio da un sistema che usa da anni ad un altro…ma sopratutto è la migrazione dei formati/documenti/file che rappresenterà di sicuro la problematica più difficile e lunga da risolvere.

    • Nello_Roscini

      la migrazione degli utenti è banale (culi pesanti di stampo fantozziano a parte)
      basta fargli usare per qualche anno il FOSS su windows

      per poi continuare a usare lbreoffice firefox e thunderbird su linux

      i problemi sono nei gestionali , sono poche le sw house che fanno aplicativi web oriented che garantiscono l’astrazione TOTALE dall’hardware e dall’OS .

      • Fabio

        I problemi sono entrambi, ed anche qualcuno in più. Da noi stiamo migrando ad OpenOffice, e:
        1) gestionali: vedo che SAP ad es. ha la possibilità di esportare in .ods, quindi “forse” qualcosa si sta muovendo (sempre su base Windows ovviamente) ma troppo lentamente;
        2) formazione: visto che esteticamente è quasi uguale al vecchio MS Office si è erroneamente portati a pensare che se ne possa fare a meno, cosa sbagliatissima. Ho colleghi bravissimi nel loro lavoro (sia dal punto di vista tecnico che amministrativo o contabile) che quanto sono bravi e veloci a capire una nuova legge e le conseguanti variazioni procedurali vanno in crisi di fronte ad un software anche leggermente diverso; non tutti sono portati per l’uso del pc ed a questi occorre spiegare tutto punto per punto come si è fatto a suo tempo con MSO;
        3) migrazione dei formati: è un aspetto abbastanza rognoso nel quale la PA si deve continuare ad interfacciare con i privati con cui interagisce che usano al 99% MS Office (perché tanto lo scaricano dalle tasse oppure è incluso nei contratti di fornitura+assistenza hardware e software) e finché MSO non garantirà compatibilità 100% con i formati odf e LO e AOO viceversa sarà un bel problema (tanto per banalizzare con un esempio, se io spedisco un file ods ad un privato e quello me lo restituisce xlsx vanifica tutto);
        4) funzionalità software: c’è poco da dire, alcune funzionalità di AOO e LO non sono ancora paragonabili al corrispettivo MSO.

        Si può fare, per carità, tanto che si sta facendo, ma è meno semplice di quel che si può immaginare.

        • Nello_Roscini

          1) e 2) condivisibili

          3) i formati sono e sono stati un problema da sempre, a partire l’ambiente ms ,
          tanto e vero che ms ha definito un suo formato aperto solo dopo che ODF aveva certificato il suo , se oo e libreoffice smettessero di diffondersi nelle PA di tutto il mondo (per qualche strano motivo) sono pronto a scommettere che ms
          tornerebbe a presentare un “nuovo” formato a ogni release di office
          -_-

          personalmente pensavo che il vero standard per la corrispondenza e-mail e l’archiviazione ,fosse il PDF , ma sto notando che ultimamente stanno provando a corrompere anche quello …
          -_-

          4) condivisibile per uno studio grafico , ma non per la PA , in cui gli utenti dovrebbero utilizzare dei modelli predefiniti ,progettati a monte da qualche programmatore e/o sistemista e/o capoufficio

          • Fabio

            Ciao
            3) capita di scambiarsi anche file di lavoro che devono essere modificati ed integrati dalle aziende, non solo pdf
            4) credi, i campi di azione della PA sono talmente vari e variabili (dall’esterno è difficilmente comprensibile) che nessun programmatore potrà mai fare dei modelli da utilizzare così come sono, e i capufficio conoscono bene le normative del loro settore ma non l’informatica.