Qual è il futuro dell’ambiente desktop che ha fatto la storia del mondo GNU/Linux? Le ultime funzionalità che permettono di attivare una sorta di modalità classica potranno calmare l’ira di chi proprio non riesce a digerire GNOME 3?
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C’era una volta GNOME. Così inizierebbe la storia di una fantastica fiaba da raccontare ai più piccoli. Ma le fiabe, si sa, hanno sempre il lieto fine, o almeno è quello che ci si aspetta.
Una storia travagliata quella dell’ambiente desktop più amato fino a qualche tempo fa. Una storia fatta di “maledetti” aggiornamenti che hanno scatenato l’ira di un bel po’ di utenti che ancor oggi non riescono proprio a mandare giù quello che per loro resta un boccone amaro: GNOME 3, per alcuni, un vero e proprio tradimento da parte degli sviluppatori dell’ambiente desktop.
Ma in ogni fiaba, c’è sempre una fatina magica, colei in grado di esaudire i desideri di chi lo merita. Ed è così che, muniti di bacchetta magica, quegli stessi sviluppatori hanno accontentato il pubblico realizzando un’interfaccia quanto più possibile simile allo stile di GNOME 2 (leggi, GNOME Shell 3.8: tutta una nuova modalità classica).
Certamente speriamo che, dopo una breve fase di apprendimento, molti utenti troveranno il nuovo GNOME più confortevole
Queste le parole del protagonista di questa fiaba, Matthias Clasen. Resta il fatto, però, che i “pasticci” combinati con le precedenti versioni dell’ambiente desktop, non hanno fatto altro che far avvicinare sempre più utenti a soluzioni alternative.
Dunque la domanda è: anche questa fiaba avrà un finale positivo o GNOME ha ormai segnato la sua lenta e dolorosa morte? Speriamo solo che le nuove funzionalità facciano tornare indietro quei troppi utenti rabbiosi.

Fonte: ZD Net














