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26 settembre 2007 Visualizzazioni: 512 Software

DKRM: update automatico dei driver per Linux

Tra i desideri di tutti gli utenti GNU/Linux certamente nei primi posti ci sono due esigenze quasi fondamentali: driver aggiornati, performanti e di facile installazione, oltre che ad un semplice accesso per usufruire degli stessi. Come ampiamente descritto nelle ultime settimane da Tuxjournal, il primo desiderio sta diventando realtà, grazie all’azione messa in atto da grandi nomi dell’informatica di consumo, mentre il secondo sta prendendo forma, grazie ad un progetto promosso dall’americana Dell che prende il nome di DKMS, acronimo di Dynamic Kernel Module Support, e che promette di ovviare ad uno dei limiti maggiori del pinguino.


I più importanti distributori di Linux, insieme al centro sviluppo Dell, hanno pianificato per il progetto DKMS una durata di circa cinque anni, tempo utile per generare una struttura in cui i sorgenti dei moduli dipendenti dal kernel vengano catalogati e standardizzati per tipologia di utilizzo, in modo da semplificare la ricostruzione dei moduli. A sua volta, questo permetterà ai vari responsabili delle distribuzioni, nonché agli sviluppatori dei driver, di poter rilasciare nuove versioni per i vari componenti hardware, senza il vincolo di dover aspettare il rilascio del nuovo kernel. Per gli utenti tutto questo significherà avere driver sempre aggiornati, ma senza dover ricompilare ogni qualvolta i vari moduli.

Secondo Dell, questa struttura separata per la distribuzione dei driver rimuoverà il collo di bottiglia attualmente rappresentato dal dover aspettare il rilascio della nuova versione del kernel, per migliorare, almeno questa è la speranza, la qualità dei driver e nello stesso tempo avere tempi più rapidi per lo sviluppo. Con il vantaggio che il codice testato possa essere aggiunto facilmente ai moduli del kernel dando una grossa mano agli sviluppatori, in quanto per utilizzare DKMS non serve altro che un piccolo tarball contenente i sorgenti accompagnato da un semplice file di configurazione.

Un altro importante aspetto del progetto è lo spunto preso da un lavoro similare attualmente in sviluppo, mkrpm (make rpm), che ora aggiunge in automatico le linee con le informazioni di modalias. Modalias, per i non addetti ai lavori, è una struttura dati che viene usata come contenitore per le informazioni che un dispositivo presenta al kernel. Questa funzione andrà ad integrare una futura funzione di aggiornamento automatico, consentendo al software di conoscere i vari moduli applicati al kernel che sono attualmente presenti sul vostro sistema.

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Questa soluzione non nasce solo adesso, infatti viene già utilizzata da Dell per distribuire i driver di periferiche aggiornati per Red Hat Enterprise Linux, SUSE Linux Enterprise Server, e nelle versioni Ubuntu equivalenti per il settore business. Il che consente di rilasciare fix o nuovi driver senza dover creare un intero CD, come succede nel caso di Ubuntu. Il software, oltre a funzionare sulle distribuzioni più diffuse, è realizzato per consentirne l’utilizzo con una vasta varietà di tools per la distribuzione di software come RHN (Red Hat Network), Kickstart, PXE (Pre-Execution Environment), e YUM (Yellow Dog Updater).

I sorgenti aggiornati possono essere scaricati dal sito del progetto DKMS. In alternativa sono disponibili su parecchi repository delle varie distribuzioni, compreso Ubuntu Universe per Gutsy, Fedora Rawhide, e Fedora 7 testing. Le informazioni base del progetto sono contenute in un testo redatto dal Linux Symposium, dal titolo Dynamic Kernel Module Support: From Theory to Practice, ad opera di Matt Domsch e Gary Lerhaupt.

di Mario Perri - TuxJournal.net

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  • yemmi

    no ma cmq il progetto dkms c'e' da una vita , mica è una cosa nuova :|

  • http://www.tuxjournal.net mario_p

    Infatti scrivevo :

    "Questa soluzione non nasce solo adesso, infatti viene già utilizzata da Dell per distribuire"

    Solo che è degna di nota perchè c'è stata un'evoluzione del progetto :D

    Buona Lettura!

  • Moreno

    Ciao

    Penso che Yemmi intendesse dire che è in uso da anni su Mandriva.
    Attualmente, solo nei mirror ufficiali, ci sono ben 63 pacchetti di questo tipo.
    Alcuni nomi:
    NVidia, fglrx, kqemu, lirc, ndiswrapper, VirtualBox etc. etc.

    Mandriva ha sempre creduto in questa tecnologia e ha continuato a svilupparla nell'indifferenza più assoluta, ora scoppia la moda e tutti se ne riempiono la bocca e questo fa alquanto ridere.

    Ciao Ciao Moreno