La città scaligera è al centro di un importante progetto di migrazione alla filosofia opensource di gran parte dei PC della sua Università.
![]()
A quanto pare, Verona non sarà più solo famosa per Romeo e Giulietta. Per tutti gli appassionati all’universo del pinguino, infatti, la città diventerà anche un esempio nel processo di migrazione da software libero ad aperto. Il progetto OSA (Open Source in Ateneo), curato dal dott. Guido Gonzato, durerà tre anni e permetterà di migrare gran parte dei PC dell’università al software libero ed opensource. Con l’Atto di indirizzo sull’uso dell’Open Source in Ateneo, l’Ateneo, dopo aver attentamente valutato altre esperienze di adozione di software aperti, non prevede di adottare politiche di “apertura del codice” laddove sia impossibile o non economico ma prevede un consistente sforzo per la comunicazione alla fase di transizione, la formazione degli utenti e dei tecnici, e il supporto da parte di questi ultimi potenziando le procedure attuali. Le fasi di facilitazione al progressivo uso del software Open Source sono quindi più d’una, e particolare attenzione verrà demandata alla costante azione informativa e formativa a vari livelli.

Nella prima fase, la cui conclusione è prevista per la fine del 2008, si demanda al Gruppo di Indirizzo del SIA l’identificazione di architetture e prodotti hardware e software, ivi compresi gli applicativi di produttività, ritenuti standard per l’Ateneo con particolare attenzione al software Open Source. A tal proposito, è stata realizzata questa vetrina Web dove sono stati inseriti i riferimenti ai prodotti scelti, le valutazioni sul loro uso, suggerimenti, confronti già effettuati, stralci di deliberazioni. Questa fase ha anche effetti sulla gestione e sul supporto degli applicativi e del software: a partire dal giorno 1 Gennaio 2010, solo i prodotti standard saranno supportati in Ateneo; in ogni caso fino a che ci saranno ambienti proprietari ritenuti standard, anch’essi saranno assistiti.
Maggiori informazioni sul progetto qui.







Un’ottima notizia. Quanto al progetto citato che riguarda l’Università di Siena, esiste un sito dove viene descritto nei dettagli, http://www.gnu.unisi.it
[Rispondi]
Va detto che ovviamente la facoltà di Informatica dell’Università di Verona è già passata a Linux da qualche tempo. L’informtizzazione open vale quindi per le rimanenti facoltà.
[Rispondi]
Una notizia splendida per l’alto contenuto innovativo di cui é foriera.
Personalmente sono poco più di un neofita del software libero (un anno di esperienza) ma mi confronto quotidianamente con pregiudizi e diffidenze.
Il fatto che sempre più istituzioni, università ma anche scuole superiori, si stiano avvicinando a Linux ed alle sue infinite possibilità rappresenta una promessa per un’informatica alla portata di tutti, sviluppatori e utenti finali
[Rispondi]
Gran bella notizia:al proposito vorrei segnalare che anche l’Università di Siena (probabilmente, complice anche la brutta situazione finanziaria dell’ateneo)sta percorrendo un percorso simile con il progetto “Unisi Opensource”. Finalmente si vede qualcosa muoversi!
[Rispondi]
Seguiamo il caso Verona con molta attenzione anche da altre università sicuri di riscontrare i risultati sperati sul successo della migrazione. Non abbiamo dubbi neanche nel continuo monitoraggio che la redazione di tuxjournal, che già seguiamo con dovuta attenzione, porta avanti anche sulle iniziative del mondo accademico.
http://www.nonsololuug.org farà la sua parte come cassa di risonanza affinchè si crei soprattutto nelle università, negli ambienti accademici e didattici, e nelle pubbliche amministrazioni, una reale ed affermata cultura dell’open source ed una consolidata strategia della migrazione
[Rispondi]
Jack Reply:
agosto 14th, 2009 at 11:43
Credo che il link corretto sia
http://www.nonsololug.org/
[Rispondi]