VMware: creiamo la nostra macchina virtuale

Se fino a poco tempo fa la virtualizzazione e la gestione di macchine virtuali era una prerogativa esclusiva dei potenti server multiprocessore, ora, anche grazie alla diffusione di sistemi equipaggiati da processori dual/quad core, è possibile anche sul nostro PC di casa installare e far funzionare una virtual machine. Vediamo come.

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La domanda che sorge spontanea è: cos’è esattamente una virtual machine? Sostanzialmente si tratta di un’emulazione, ovvero della creazione tramite software, di una macchina che, sfruttando le risorse del computer, diventa per funzionalità identica ad una fisica. In pratica è come se avessimo un altro pc in piena regola a disposizione.

Più semplicemente si può avere una macchina, reale, con installato Linux, su cui far girare un’altra macchina, virtuale, su cui installare un altro sistema, ad esempio Windows Xp, gestendolo comodamente in una finestra.

L’utilità di questa procedura si può illustrare in maniera molto semplice. Analizziamo due situazioni tipiche che portano alla scelta di creare una macchina virtuale:

  • Non siamo passati completamente a GNU/Linux per un solo motivo: il nostro programma di contabilità/gestione/universitario non ha un equivalente open source che corrisponda alle nostre necessità. Provata la funzionalità con vari sistemi, ad esempio con Wine, ed avendone avuto esito negativo, abbiamo rinunciato, rimanendo al vecchio sistema.
  • Il programma che stiamo sviluppando per il nostro cliente ci presenta una ulteriore difficoltà: il cliente vuole una versione sia per Windows che per Linux. Riavviare ogni qualvolta bisogna lavorare su una o l’altra versione, scegliendo il sistema operativo tramite boot manager farebbe perdere troppo tempo, con insieme il rischio di perdere il lavoro effettuato per qualche eventuale problema. Non ci resta che lavorare contemporaneamente su due macchine distinte, ognuna equipaggiata con un diverso sistema operativo.

Esistono vari programmi per la virtualizzazione. Tra i più noti ricordiamo qemu, software completamente open source, e Vmware, sviluppato dall’omonima società, leader nel settore della virtualizzazione, che oltre ad avere una versione commerciale ha ultimamente previsto anche una versione gratuita, che come unico onere ha la registrazione gratuita del prodotto per avere una chiave di attivazione del programma.

Una delle accoppiate più semplici da creare, oltre che ad essere anche una delle più performanti, è l’installazione di Vmware Server su di una Ubuntu 7.04 Feisty Fawn, grazie all’aggiunta nei repository commerciali della Canonical dei pacchetti necessari per l’installazione. E’ ovviamente possibile installare VMware, scaricando i sorgenti dal sito ufficiale, su qualsiasi altra distribuzione in maniera del tutto intuitiva.

Vediamo dunque la procedura su Ubuntu. Il tutto è riassumibile in pochissimi passaggi da terminale.

Innanzi tutto editiamo la nostra lista dei repository. Da terminale lanciamo:

sudo gedit /etc/apt/sources.list

Aggiungiamo la seguente riga di testo al file:

deb http://archive.canonical.com/ubuntu feisty-commercial main

Salviamo, chiudiamo l’editor di testo, e sempre da terminale aggiorniamo la lista dei repository:

sudo apt-get update

Fatto ciò, lanciamo quest’altra direttiva per installare il pacchetto in questione:

sudo apt-get install vmware-server

Prendiamo atto dei termini per l’utilizzo.

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Accettiamo la licenza.

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Inseriamo il codice di installazione, ottenuto gratuitamente sul sito di Vmware.

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Al termine di questa procedura lanciamo il programma.

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Attiviamo la console, cliccando su Connect.

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Eccoci alla schermata principale. Scegliamo, come primo avvio, di creare una nuova macchina virtuale cliccando su Create a new virtual machine.

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Andiamo avanti.

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Scegliamo come impostazioni “Typical” con un set di opzioni che per il nostro caso è più che ottimo.

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Qui bisogna cominciare a fare delle scelte. Immaginiamo di voler installare una versione di Fedora sulla nostra macchina virtuale ma la scelta è più che ampia, spaziando da Win 3.1 a Solaris.

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Scegliamo il nome e la cartella di destinazione, anche se la seconda è preferibile lasciarla default.

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Lasciamo “bridged” come impostazione per la rete. In questo modo si avrà una macchina collegata direttamente alla rete esterna, con un proprio indirizzo IP.

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Diamo la dimensione del disco rigido che desideriamo e una volta creata la partizione virtuale la procedura è terminata.

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Adesso basta solo cliccare su “Power On” per attivare il nostro nuovo PC emulato su cui poter installare il sistema operativo che ci interessa.

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Piccola nota finale: Al termine dell’installazione del sistema desiderato è consigliabile, dal menu VM in alto, selezionare l’opzione install vmware-tools. Questa opzione ci permette di installare una collezione di driver dedicati per il tipo di macchina virtuale che intendiamo utilizzare (Linux, Solaris, Windows, Win 3.1) in modo da renderla completamente funzionante.

Buona Virtualizzazione!

di Mario PerriTuxJournal.net