Esperti della Globalisasion Istitute, residente in Brussels, hanno richiesto alla Commissione Europea di adoperarsi per evitare la preinstallazione in massa di Microsoft Windows nella quasi totalità dei computer in vendita. Impugnando la recente sentenza dell’Antitrust europeo che condanna Microsoft per abuso di posizione dominante, gli esperti sperano di convincere la UE a regolamentare un mercato caratterizzato da un Monopolio non naturale.

Secondo il comunicato ufficiale sul sito della Globalisasion Istitute e dal PDF scaricabile, preso atto della recente condanna, l’UE dovrebbe prendere atto che i competitor di Microsoft, nonostante possano essere più economici, non riescano a trovare una posizione sul mercato in quanto completamente invaso da sistemi preinstallati. Inoltre come molti sanno l’utente medio ha difficoltà a conoscere alternative e la maggior parte di questi ne ignora l’esistenza rappresentando un chiaro monopolio psicologico.

Se il mercato potesse uscire almeno da questo monopolio psicologico sarebbe più facile garantire le regole di libero mercato e più plausibile una lenta migrazione ad altri sistemi in grado di generare quel dinamismo che manca al segmento OS. Il monopolio non naturale è per definizione un’aberrazione di quest’ultimo e rappresenta una limitazione nell’evolversi delle tecnologie, non rappresentando nessun pubblico interesse per i cittadini e prezzi abnormi. Inoltre una vera concorrenza garantirebbe lo sviluppo di standard, trasparenza, interoperabilità e competizione, vero motore del capitalismo.
L’obbiettivo finale è la possibilità di scegliere, dopo aver acquistato l’hardware, il sistema operativo più appropriato alle proprie esigenze, come accade nel mercato degli hard disk, monitor, et cetera. Non vi è motivo per cui anche i sistemi operativi non debbano seguire le stesse regole. Ad oggi il mercato Windows è alquanto nebuloso, non è possibile sapere con certezza quanto del capitale investito sia stato necessario per la licenza del sistema operativo ed è quindi impossibile analizzare le differenze tra le copie preinstallate e il mercato non OEM, violando i diritti dei 400 milioni di consumatori dell’Unione Europea.
di Domiziano Russo – TuxJournal.net








@Vincenzo Parisi
Non c'è bisogno nemmeno di replicare, ti commenti da te…
Si può anche provar piacere ad utilizzare quel che ti propinano forzatamente, e senza reagire, ma non è il nostro caso. Saluti.
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@Dox
Oh piccolini, com'è, quando non ci sono quote di mercato su cui lucrare spuntando le vostre percentuali da "sodio nell'acqua Lete", o peggio ancora cui chiedere soldi, sennò giù campagna denigratoria e di boicottaggio (in perfetto stile con i grupposcoli "politici" con cui vi identificate 1:1), là si può soprassedere, dico bene?
Continuate così: che la gente della strada, non solo chi è un "insider" dell'informatica, vi riconosca per quello che siete!
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@Lazza
Si sta parlando di abuso di posizione dominante e monopolio, Apple detiene circa il 3-4% …. di sicuro non è in posizione dominante e quindi non reca danni al mercato, quindi la si può ignorare.
Ciò non significa che il suo modello di mercato sia meritevole… ma stiamo parlando di due cose ben diverse.
Inoltre Apple non vende il suo OS per PC IBM compatibili
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…Era ora, ci voleva così tanto tempo per arrivare ad una decisione simile? Speriamo che portino a qualcosa di concreto, però.
Ciao
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E di Mac OS si sono dimenticati???
Fanno sempre le cose a metà… :-S
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